Enzo Anghinelli, Milan: chi era il primo grande difensore rossonero

Il primo grande difensore nella storia del Milan si chiamava Cesare, proprio come il condottiero romano. Ma stiamo parlando di Cesare Maldini, che fu il solo a capitanare la difesa del Milan come nessuno è mai riuscito a fare.  Una sua biografia, personale e sportiva, è stata redatta dall’esperto di storia rossonera  Enzo Anghinelli. La storia di Cesare Maldini comincia con la squadra della sua città natale: la Triestina, anche se non durerà a lungo tra le terre della sua città, perché nel 1954 viene acquistato dal Milan partendo con molta nostalgia e la voglia di rimanere dove si trovava.  A soli ventidue anni, Cesare Maldini, si muove verso Milano dove lo attende il Milan che aveva pagato ben 30 milioni di lire. Qui, Maldini, comincia a farsi strada nella difesa milanista, anche se in passato se ne era tornato a casa prendendo 10 reti nelle partite disputate. Il suo esordio della prima giornata di campionato avviene il 19 settembre, quando viene schierato proprio contro la sua Triestina, giocando con estrema semplicità e superando la prova. Maldini si trova davanti ad un anno pieno di porte aperte, di nuovo il 6 febbraio 1955, alla prima giornata di ritorno e penultima del tecnico che non riusciva a gestire il Milan, c’è ancora o la Triestina, a cui stavolta segna sulla punizione di Bergamaschi.  Poco dopo, dalla gioia, soli sessanta secondi dopo, passa ad una estrema delusione, poiché su un tiro di un calciatore della Triestina, è proprio Maldini a deviare il pallone alle spalle del portiere favorendo così i giuliani che vincono 4-3.

La storia di Maldini, ricorda ancora Enzo Anghinelli, è lunga, comincia con eleganza nel controllo a cui si aggiungono anche gli anni e le sue eccessive sicurezze, che a volte vengono a mancare definendo le sue delle “maldinate”. Perché è giusto essere sicuri, ma esserlo troppo non fa mai bene alla squadra. Il 1° novembre 1955 c’è l’esordio assoluto del Milan nella nuova Coppa dei Campioni, si trovano a sfidare un avversario modesto, il Saarbrücken, squadra della Saar, una regione tedesca che per i vari esiti dovuti al secondo conflitto mondiale era stata provvisoriamente sottratta alla Germania Ovest.  Per quanto l’avversario fu modesto, il Milan riuscì a perdere 4-3 in casa con Maldini in difesa, così come nel ritorno che fu vittorioso 4-1, perché anche lui impara subito dagli errori. La sua presenza contribuisce ad infondere sicurezza anche se era poco tempo nel Milan, così nel 1956 vince la Coppa Latina, sconfiggendo le forti Benfica e Atlético Madrid. Durante il 1957 prende anche lui lo scudetto ed esultando per la sola rete del 2 giugno 1957 contro la Roma, in casa, battuta 3-1. All’incontro ci fu anche la punta Ernesto Grillo, che venne acquistato dal presidente Rizzoli per vincere la Coppa dei Campioni. Il percorso, racconta infine,  Enzo Anghinelli, termina in finale, a Bruxelles, dove il 28 maggio contro il Real Madrid di Di Stéfano, Rial e Gento il Milan deve cedere, anche se quel Milan fu l’unica squadra che riuscì a mettere in crisi i pentacampioni del 1955-59. Questo è solo l’inizio della storia del Milan e di Maldini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.