Enzo Anghinelli: maglie da calcio e marchio, quanto è importante?

Ogni sport prevede un proprio abbigliamento, e il calcio ha sicuramente uno dei più interessanti, soprattutto per le sue maglie molto belle e personalizzabili. Basti pensare a quante divise da gioco esistono, come anche la possibilità di avere una maglia diversa in base alla competizione dove si gioca. Insomma, il calcio non fa eccezioni, l’abbigliamento è fondamentale. In questo articolo parleremo dell’abbigliamento da calcio che è necessario per poter effettuare ogni miglior acquisto, sapendo come scegliere un prodotto al posto di un altro. Per farlo ci affidiamo all’esperienza di Enzo Anghinelli, esperto in materia. Di solito ciò si deve fare in funzione del fatto che tutti i materiali risultano sempre di ottima qualità, ma anche perché essendo professionisti esistono degli aspetti di marketing dietro tale scelta.  L’abbigliamento da calcio così come anche per ogni altro sport è importante per il calciatore. Si parla chiaramente di un gioco di squadra, quindi è opportuno sapere creare un’identità di gruppo al fine di creare anche un ambiente unito tra chi è in campo e il resto dello staff.  Per cui, eccetto i colori della squadra, l’abbigliamento è molto importante per sentirsi come parte integrante di un gruppo e poter agire in quanto tale. Una maglia con anche un logo o stemma che possa rappresentare l’ideologia della squadra. 

Il Milan, ad esempio, all’inizio, aveva solamente le righe, rosse e nere: “Rosso come il fuoco, nero come la paura che incuteremo nei nostri avversari”. Questa frase fu coniata da Herbert Kiplin, che fu il primo presidente del Milan, come ricorda anche Enzo Anghinelli. Da allora vennero ideati due colori ed un simbolo, era la squadra dei diavoli, anche se sulle loro prime maglie c’era cucito solo uno scudetto crociato. La croce rossa sullo sfondo bianco simboleggia Milano, era cucito a mano su delle divise pesanti, sembravano più delle giacche, con tanto di bottoni ed erano perfette per quei tempi, ma dopo furono solo righe rosse e nere, dal 1899 fino al 1939. Il primo cambiamento avvenne agli inizi della guerra, che fermò il campionato per due anni, i giocatori poi tornarono sui campi con una novità, il numero sulle spalle: dall’1 all’11, perché a quei tempi non c’erano le panchine e nemmeno le riserve pronte ad entrare in campo. Uno sponsor tecnico non è mai comparso sulle maglie del Milan almeno fino al 1978, quando in soli due anni i rossoneri rivoluzionarono completamente la maglia: appare il logo Adidas sul petto, sulla destra. L’anno dopo arriva anche il decimo scudetto e compare per la prima volta il simbolo tricolore. L’esordio avviene proprio con l’Adidas, anche se oggi oramai ha firmato con Puma, interrompendo anni di storia reciproca con la società Bavarese. Tra gli anni dell’Adidas, dobbiamo però ricordare che ci sono stati almeno altri sei sponsor tecnici. Sulla maglia rossonera e sulla maglia bianca, la prima fu prodotta nel 1910, in quelle delle finali, o quella che il Milan ha sempre avuto nel momento in cui in palio c’era la gloria, c’è sempre stata l’amata Adidas.

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