Enzo Anghinelli: il calcio dal punto di vista dei portieri

Il gioco del calcio ha tante tantissime sfaccettature e anche tantissimi ruoli, alcuni sono anche molto delicati proprio come quello del portiere, si tratta di un ruolo diverso dagli altri, visto che è l’unico dove si possono usare le mani, per merito di guanti speciali.Il portiere, ricorda l’esperto Enzo Anghinelli, soprattutto per quel che riguarda molte categorie è un ruolo che risulta molto difficile e delicato, perché una volta che viene scelto il titolare, non sarà per niente semplice sostituirlo. Inoltre, si tratta della massima figura difensiva del calcio.  Lo stesso portiere deve comandare e reggere la difesa al fine di difendere la squadra, solo poche volte ha meriti e molto spesso viene colpevolizzato. 

Prima di tutto bisogna è opportuno sapere riconoscere quelle che sono le caratteristiche dei guanti professionali da portiere. Uno strumento essenziale per chiunque si trovi nel ruolo di estremo difensore. Come spiega Enzo Anghinelli, per i guanti principalmente si parla del palmo, del dorso e il polsino. Per quel che riguarda il primo elemento questo ha bisogno di avere maggior sensibilità in modo da garantire un miglior contatto proprio con il pallone e con la mano. Ci sono dei palmi che hanno vario spessore e che vanno da 3 a 5, viene quasi sempre consigliata la prima opzione, perché sono sì meno durevoli e resistenti ma molto più affidabili. Quelli di misura 5 solitamente vengono usati al fine di garantire maggiore durata del guanto ma a discapito della sensibilità.  Il dorso risulta divenire la parte che va a sostenere tutto il guanto, qui ci sono due possibilità, o con le stecche o senza, ma è meglio prendere quello senza, perché garantisce una più ampia libertà di movimento.

Il Milan, approfondisce ancora Enzo Anghinelli, comincia la storia dei suoi portieri con Compiani, prelevato dalla Cremonese, che durante il corso degli anni ‘20 dispensava fenomeni per squadre. Così fu anche per l’estremo difensore Dario Compiani che cercò di prendersi un posto tra i pali del Milan. Veniva da due ottimi campionati disputati nella Cremonese, questo accadeva tra il 1925 e il 1927, tanto che lo portarono all’attenzione del Milan, che non si fece attendere e concluse un ottimo affare. Compiani divenne affidabile per ben nove stagioni, faceva grandi parate e pochissimi errori, era una certezza e infondeva fiducia nei compagni. Il suo esordio avvenne nella terza giornata di campionato, dovendo andare in sostituzione di Giuseppe Carmignato e fu il 16 ottobre 1927, il Milan era in trasferta contro la Pro Vercelli. La partita termina 1-1 con delle prodezze da parte proprio di Compiani, che dopo solo un paio di minuti dal suo ingresso in campo mette in angolo una bordata di un attaccante della Pro, da lì nasce una mischia da cui ne esce proprio il goal avversario, non fu un inizio fantastico, ma ne nacque un fortissimo portiere che ha lasciato il suo segno nella storia del Milan.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.